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di Gianna Detoni, BCI Industry Personality 2017 e Presidente PANTA RAY

Scrivo e ripeto spesso di quanto la business continuity sia una delle metodologie più abusate all’interno delle organizzazioni e non solo.

Poiché si basa su principi di buon senso, spinge molti professionisti a pensare di poterne parlare e praticarla senza una vera conoscenza di fondo della disciplina. Con risultati spesso scadenti se non nocivi per la business continuity stessa e per le organizzazioni che ne fanno un uso approssimativo.

In realtà non vi è nulla di più difficile che applicare un metodo al buon senso. A questo proposito, gli inglesi dicono con un gioco di parole che common sense (il buon senso) is not so common (non è così comune). Proprio perché è per sua natura intuitivo, spesso viene sottovalutato e applicato con imprecisione.

Con queste premesse, se le organizzazioni non hanno al proprio interno professionisti di continuità operativa, o peggio ancora si fanno seguire da consulenti impreparati in materia, i risultati di implementazione sono mediocri, gli strumenti utilizzati sono oltremodo complessi e di conseguenza l’utilità della materia non è apprezzata come dovrebbe, anzi.

Per arginare questa tendenza all’abuso della business continuity, vorrei dare alcune indicazioni su come modificare la cultura organizzativa al fine di sfruttare pienamente l’efficacia della metodologia.

[Continua a leggere su: https://www.ictsecuritymagazine.com/articoli/grande-malinteso-business-continuity-cyber-resilience/]



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