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di Gianna Detoni

Ho già scritto di questo argomento l’anno scorso. Da allora, nulla è cambiato; molte organizzazioni, piccole o grandi che siano, chiudono regolarmente per alcune settimane nel periodo estivo, generando un’assoluta discontinuità di servizio in quel periodo dell’anno. Secondo alcuni la chiusura aziendale, sia estiva che natalizia, è un’operazione necessaria affinché i dipendenti non accumulino troppi giorni di ferie. Sicuramente permette di raggiungere l’obiettivo, ma qual è il messaggio che se ne ricava? L’idea di mandare in vacanza tutti per due settimane per forzarli a smaltire i propri giorni di ferie mi sembra una dichiarazione di scarso controllo e di difficoltà di management. Nella mia lunga esperienza lavorativa ho sempre fatto in modo che tutti i dipendenti potessero usufruire dei giorni di vacanza e che li smaltissero entro l’anno. Chiuso per ferie non fa quindi parte della nostra mentalità, eppure abbiamo sempre goduto di bei periodi di riposo.

Volendo parlare di business continuity, io non credo che sia una buona idea comunicare a gran voce la propria discontinuità. Avere un periodo di riposo è indispensabile, ma perché non tuteliamo la nostra reputazione con un servizio sempre disponibile, organizzando quindi in maniera intelligente le ferie dei singoli dipendenti? Non si parla di attività famigliari, senza dipendenti con cui operare in alternanza, ma di aziende, punti commerciali o associazioni. In questi casi, la chiusura a agosto appare incomprensibile. Peraltro, nell’era digitale si può mantenere il contatto da qualunque luogo nel mondo.

Ma rimanere operativi ad agosto può essere anche un’opportunità di crescita; qualunque esercizio commerciale che rimanga aperto in queste due settimane di agosto è pieno di clienti e sicuramente riesce anche a fidelizzare qualcuno di questi, che continuerà a servirsene anche nei mesi successivi.

Tutto ciò vale anche per i professionisti. Se cercate un avvocato, un medico o un commercialista durante il mese di agosto avrete certamente qualche difficoltà. Potreste però incontrare professionisti che hanno bisogno di aumentare la propria attività attraendo clienti trascurati dal proprio professionista di fiducia, e che per questo motivo rimangono operativi ad agosto.

Sembra che siamo ancorati ai tempi in cui le grandi fabbriche chiudevano durante il mese di agosto, in pratica siamo fermi agli anni ‘60. Se chiedete a 100 persone in quale periodo andrebbero volentieri in vacanza, una minima percentuale dichiara di prediligere agosto, ma vi è costretta. Anche chi può scegliere, si ritrova ad andare in ferie in agosto perché tutti i clienti sono partiti ed è l’unico periodo calmo.

Forse è proprio questo il punto. Siamo sicuri di poterci permettere un periodo di calma e immobilità?



Scarica allegato: Chiuso per ferie (versione PDF)






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